Marco Cagnotti

Navigo

Navigo.

Non importa quanto lontano e quanto in fretta.

Non ho una destinazione. Vado dove i venti del caso mi portano.

Ho conosciuto la sensazione inebriante della vittoria. Ho conosciuto l'amaro sapore della sconfitta.

Ma non rinuncerò mai a cercare un'oasi di saggezza in questo deserto di follia che gli uomini chiamano Terra.

Poiché il destino peggiore tra mondi e stelle infiniti...

...è di essere soli per sempre.

 

Marco Cagnotti nasce come fisico teorico ma cresce come giornalista. Non è chiaro come morirà. Si occupa di fisica, filosofia, politica, comunicazione, storia, ateismo, buddhismo, fantascienza, scrittura creativa, senza confini fra il cazzeggio e il lavoro. Curioso come un bonobo, razionalista come un vulcaniano e pignolo al limite della patologia, è alla costante (e vana) ricerca della consapevolezza. Venderebbe l'anima al diavolo (se esistessero l'anima e il diavolo) per un'idea nuova della quale innamorarsi... salvo poi abbandonarla senza rimpianti se posto di fronte alla dimostrazione cogente della sua fallacia. Sedentario come un bradipo pigro, detesta allontanarsi da casa sua. In compenso adora il nomadismo intellettuale. Sicché cambia mestiere ogni dieci anni.